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[ImprobableIsMe] Su di giri anche sotto la neve

Ieri sera uscendo dall’ufficio ho preso un quintale di pioggia. Il tutto concentrato in 260 mt e circa 1 minuto e mezzo di corsa sotto la mia sciarpa.

Dicono che arriverà il freddo. Ma non possiamo scambiarlo con la primavera? Perché io sono totalmente in mood primaverile. Il mio cervello sente di essere a un passo dalle calze sottili in pizzo, dalle gambe molto pallide quasi scoperte, dallo sdraiarsi al sole su un prato, dall’indossare molto più colore. E mi sento su di giri come a primavera. Ho voglia di fare, fare e fare. Di correre, di girare, di vedere. Sono entusiasta di tutto.

Praticamente scalpito.

Intanto stamattina è arrivata la neve a Bologna.

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Sta già attaccando. Read more

[ImprobableIsMe] Il mio ombrello trasparente

Ho comprato un ombrello trasparente per vedere meglio.

Per poter guardare meglio la pioggia. Perché certe cose guardate con attenzione hanno un’aria diversa.

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L’ho comprato a Bologna sabato. In verità non ha piovuto finché non l’ho comprato. Ha iniziato quando sono uscita dal negozio, si vede che dovevo provarlo subito  😉

A Bologna in Via Indipendenza, quando piove, si cammina tutti sotto ai portici per prendere meno pioggia possibile. Tuttavia io avevo un ombrello troppo fico per non camminare da sola in mezzo alla strada (pedonale eh, non voglio mica farmi investire!)

Innegabile il piacere di passeggiare con il naso all’insù Read more

[ImprobableIsMe] L’ironia della bicicletta nuova

Da qualche giorno ho una bicicletta nuova. La mia era vecchia, cadeva il cestino, andavano male le luci, il cambio era rotto e i freni funzionavano poco (del tipo che dovevo mettere giù i piedi per fermarmi davvero ;)) Quindi, dato che quassù uso la bici giorno e notte, indipendentemente dal clima, neve inclusa,  ne avevo bisogno.

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Da qualche giorno ho una bicicletta nuova. E, ironia della sorte, o della mia bici, da qualche giorno il tempo è ballerino. Come sempre direte. Ma no, lo è in un modo particolare.

Sostanzialmente piove solo nel momento in cui salto in sella. Il resto della giornata magari splende il sole. Anzi, mi dà il tempo di fare le pedalate necessarie per essere abbastanza lontana da casa e quindi decidere di non tornare indietro a lasciarla. Così pedalo con l’ombrello oppure cammino con l’ombrello spingendo. :/

E non è bello perché questa bici è fichissima e supertecnologica Read more

[ImprobableIsMe] Cielo diviso

Ok, la vita è un casino. E a volte fa pure schifo. Questa mi pare una certezza. Ma poi per sbaglio ti capita di vedere una cosa, una scena, che ti fa capire che quello che hai e che hai avuto è più che fichissimo! Di più.

Ma oggi, che la vita sia d’accordo o meno, non farà per niente schifo. Anzi. 😉

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Il cielo è diviso a metà. Sole e nuvole nere. Lui non ha ancora deciso cosa fare.

Ma io uscirò anche in caso di pioggia. Mangerò qualcosa di buono anche se il mio frigo ha degli evidenti vuoti di memoria ed io e la cucina non siamo amiche (i cibi fresci e senza cottura esistono per questo). Andrò a correre anche se il tempo mi storce il naso. Guarderò cose belle, scriverò cose belle, farò cose belle. Riderò per motivi futili solo perchè mi va di farlo.

Today life is beautiful that way.

 

 

[ImprobableIsMe] Pioggia vs Sole

Piove. Uff. Ho voglia di sole. Anche se in verità sarebbe peggio essere raffreddata con fuori il sole e non poter andare a correre o chissàchealtro. Quindi oggi va bene anche la pioggia toh. 😉 Sono brava a trovare i lati positivi.

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Ieri mi sono finalmente organizzata per andare il weekend a Trieste da degli amici, o meglio, soprattutto dalla mia amica V., quella che mi corregge i “soprattutto“;p    Read more

[ImprobableIsMe] Potrei avere i baffi

Allora. Nel giro di 3 giorni ho collezionato una serie di piccoli eventi che la gente denominerebbe comunemente  “sfiga“. 😉

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Io generalmente non credo in fortuna e sfortuna. Tuttavia, nell’ordine, sono riuscita a creare, provocare, ricevere:

– un tamponamento in macchina che ha anche implicato l’arrivare in ritardo a una visita medica per la quale ero già in ritardo dato che mi si era fermato l’orologio quella mattina

– una semi caduta in bici e tutta una serie di tentativi di investire o farmi investire

– la praticamente decomposizione successiva della mia bici

– una borsa alla quale, non potendola mettere nel cestino della bici perchè rotto, si rompe la tracolla, il tutto mentre pedalavo, rischiando di cadere anche in questo caso

– un primo ombrello rotto per il vento forte Read more

[ImprobableIsMe] Il segno del cuscino sulla faccia

L’ho già detto vero che alzarsi per “lavorare” la domenica mattina dovrebbe essere illegale? Ma l’ho fatto anche stamattina. Con la pioggia. In fondo è stata una cosa breve e indolore. Me ne sono uscita silenziosa abbandonando la mia amica che ancora dormiva. Ho messo Alanis Morissette a palla in macchina cantando finchè non sono arrivata. E’ sempre terapeutico cantare. Anche per il sonno mattutino. Sono arrivata in ufficio con ancora il segno del cuscino sulla faccia e un pallore spettrale (me l’ha fatto notare molto onestamente un collega). Con la “vecchiaia” sto imparando a godermi la domenica mattina nel letto fino a tardi, sveglia magari, ma a non fare nulla, al massimo a fantasticare, che mi è sempre riuscito benissimo.

Ieri gita turistica a Riva del Garda con la mia amica A. sotto una pioggia che non faceva che andare e venire senza sosta. Per qualche ragione le spiagge continuano a rimanere belle anche sotto la pioggia. Read more

[ImprobableIsMe] Correre sotto la Pioggia

Sì lo so. Oggi sono decisamente in ritardo per il post del giorno. Ma ho delle ottime scuse.

Ho aperto gli occhi alle 8:00 e fuori una bellissima pioggia batteva sul tetto della mia mansarda. Mi piace il rumore della pioggia, in particolare quando posso rimanere sotto le coperte a fantasticare e magari a fare qualche sogno breve. Ma stamattina dovevo lavorare quindi sono uscita e fino alle 14 non sono tornata a casa. La mattinata è andata bene ma alzarsi la domenica mattina è innaturale. E io sono una mattutina (ero?). Il sabato, quando sono da sola, mi viene naturale alzarmi presto per fare qualcosa di produttivo. Ma la domenica sono programmata per dividermi tra il mio amico letto e il mio meno amico divano.  Il divano so che mi vuole meno bene perché lo riempio sempre di briciole mangiandoci sopra. Ebbene sì. Ho questo divano da circa 10 mesi e, in tutto, avrò mangiato a tavola circa 6-7 volte. Ciò implica che tutte le altre ho mangiato fuori casa o sul divano.

Non sono quella che si direbbe un’ottima donnina di casa. Anzi. Il mio piatto forte è il salmone in scatola. O gli hamburger bolliti, come direbbe la mia amica M.  E’ che quando cucino solo per me non mi viene alcuno stimolo a produrre del cibo degno di questo nome. Più che altro punto a nutrirmi e a tenermi in vita. E ciò tramite gli alimenti possibilmente al loro stato naturale (perché non ho voglia di dover pulire troppe padelle :P) Quando voglio viziarmi faccio una torta. Di quelle semplici però, con le uova e la farina vere, ma di quelle normali con al massimo le gocce di cioccolato. Ma, ora che sto crescendo, cercherò di impegnarmi nel tentativo di “cucinare”. Lo metto tra virgolette per non esagerare. 😉 Read more

[ImprobableIsMe] Cronaca di Shanghai #4 – Acqua

E’ il momento della cronaca del quarto giorno di viaggio a Shanghai.

24 Marzo

ore 8:15

Passiamo a recuperare mio padre dal suo hotel, oggi passerà parte della sua giornata con noi. In programma per la mattinata c’è una gita fuori porta ad una delle città sull’acqua, Zhujiajiao, a circa 47km da Shanghai. Si tratta di un piccolo villaggio sull’acqua con i caratteristici piccoli ponti antichi di epoca Ming. Quindi abbiamo preso la metro fino alla fermata Shanghai Stadium dove, a quanto sapevo, dovevano partire degli autobus dedicati. Tuttavia una volta arrivati in zona stadio dove  come al solito tutto era più grande e incasinato del previsto, dopo un pò di ricerca di questo fantomatico mezzo di trasporto, e visto anche che stava iniziando a piovere, abbiamo deciso di cercare un taxi dato che costano pochissimo. Ovviamente anche questa operazione non si è rivelata facilissima in quanto non disponevo del nome della città scritto in cinese mandarino, bisognava quindi trovare un taxista che riuscisse a decifrare tramite scritta occidentale e immagini la nostra meta. Dopo aver interrogato senza risultato qualche taxista ne ho trovato uno che ha voluto analizzare più a fondo la scritta e, dopo 5 minuti, ha decretato con un gesto della mano che ci invitava a salire, ma con espressione non molto convinta, che aveva capito dove volevamo andare.

Ovviamente siamo saliti consapevoli che avevamo il 50% di possibilità di finire in un posto a caso ma a quel punto non importava, avevamo voglia di fare un giro in macchina vista la pioggia. Read more