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Il ferro da stiro. Questo strano e pericoloso oggetto.

Stamattina ho aggiunto una cosa alle tante “cose da non fare, soprattutto se sei bionda”. O forse, soprattutto se sei me.

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Non so voi, ma io e il ferro da stiro abbiamo avuto un unico periodo di amicizia, quello in cui verso i 10 anni mia nonna mi pagava a peso d’oro per stirare cose senza alcuna utilità. Ero ricca, ingenua e anche impavida. Non avevo capito la pericolosità di quello strumento sicuramente progettato da satana.

Se mi conoscete sapete quanto il mio utilizzo di tale strumento coincida con il plenilunio che avviene una volta ogni settantadue anni sul pianeta di Zebrik, ovvero quasi mediamente mai. Una volta, dopo uno dei miei vari traslochi, mi è capitato di non trovare il telecomando della tv per almeno un anno (guardavo quindi un unico canale per non imparare a cambiarli dalla tv stessa), per poi scoprire che nel trasloco lo avevo messo nella scatola del ferro da stiro. E’ già un miracolo che l’abbia trovato dopo un anno. Avrei potuto non trovarlo mai.

E, sì, giro stropicciata spesso (per la disperazione di mia madre ogni volta che la vado a trovare e mi vede), nel resto del tempo metto cose che vanno stirate meno possibile e ho inoltre implementato una serie di tecniche di stiro-senza-stirare, ovvero:

  • il porre per qualche ora enciclopedie varie sulle pieghe che non se ne vogliono andare;
  • l’utilizzare 10 secondi prima di uscire la piastra per capelli sui vestiti, con i rischi del caso;
  • il portare a mia madre il capo, fingendo la presenza di una macchia intoglibile (lo so che non si dice) e che solo lei può togliere, per poi ricevere il capo lavato e stirato a puntino.

Ma stamattina, in un frangente nel quale avevo deciso che sono adulta e posso smettere di avere paura del ferro da stiro, ho deciso di accenderlo, sempre 2 minuti prima di uscire.
Ecco, accendere il ferro da stiro quando hai ancora sonno e pensare che sia una buona idea stirarsi addosso il vestito in modo verticale, appartiene decisamente alle cose da non fare se sei me. Soprattutto se non hai tolto l’acqua (che produce il vapore bollente) già presente all’interno dal ’91 e che mi è colata a millemila gradi sulle gambe. Ah, e il vestito era di cachemire, e forse non andava stirato in modo diretto quindi ora riporta uno strano effetto ondulato che non comprendo.

Vi saluta il mio ginocchio semi ustionato. Il ferro da stiro l’ho abbandonato lì, per terra, mentre scappavo urlando.

La nota positiva è che questo è uno dei tanti episodi che mi ricorda che anche se ci provo, non sono ancora adulta fino in fondo. E nemmeno a metà.

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